Dietro le quinte della collaborazione Pinko Coca Cola

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Sviluppare collaborazioni con artisti, curatori, o marchi esterni è oggi una vera propria leva di marketing e un’arma di innovazione sistematica e con la collezione Pinko Coca Cola ormai sugli scaffali, possiamo trarre alcuni spunti su queste attività di comunicazione tramite prodotto .

La collaborazione Pinko Coca Cola rientra pienamente nella casistica delle “collaborazioni in licenza”. Curata da TLC, parte di Global Brands Group, si basa sulla stretta sinergia tra Coca Cola e il marchio fashion italiano, che si è mosso secondo obiettivi di prodotto, di retail e di comunicazione mirati.

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L’alleanza viene presentata a Milano in giugno 2016, nel flagship store Pinko di via Montenapoleone . Con l’hashtag #glamtaste vengono presentate le tre versioni di bottiglia e lattina Coca Cola light interpretate da Caterina Negra, direttore creativo Pinko. I 50 milioni di bottiglie vengono quindi lanciati sotto l’egida della prima ondata di comunicazione social, grazie soprattutto alle celebrità e blogger coinvolte in questa prima fase.

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Il 10 dicembre parte la seconda parte di comunicazione, questa volta incentrata sui prodotti della collezione primavera estate in anteprima. Le pagine Facebook e Instagram Pinko e le blogger italiane ed internazionali presentano quindi quei capi Coca Cola che secondo gli ordini acquisiti e la presenza in store massimizzano lo sforzo.

La collezione è ben costruita (vedi la galleria in fondo) , con un buon bilanciamento tra la cifra creativa di Pinko e l’iconografica Coca Cola più adatta al caso, e anche la borsa “signature” della casa, la Love Bag, viene inclusa nell’interpretazione Coke.

Alcuni dei capi, guarda caso le due borse, sono oggi già sold out sullo store online Pinko, e i due brand si preparano per la presentazione della prossima collezione autunno inverno 2017.

Quali sono quindi gli ingredienti di base per il successo di queste operazioni? Una reale collaborazione fra le parti, il coinvolgimento dei mezzi più impattanti (social e retail) in maniera mirata e strategica, ed una linea di prodotti sviluppata con coerenza.

La “Collaboration Generation” è qui e funziona.