Paris Hilton: testimonial anche per la cripto finanza

Anche Paris Hilton si è lasciata prendere dalla febbre delle ICO, uno strumento che sta facendo furore nell’ambito della tecnofinanza.
Per chi non fosse ancora stato contagiato dal morbo della ‘criptofinanza’, una ICO (Initial Coin Offering), è uno strumento anonimo, decentrato, istantaneo e non regolamentato per la raccolta di finanziamenti, utilizzati soprattutto per start-up legate alle nuove tecnologie della Rete, che bypassano i tradizionali canali finanziari. Una “zona grigia” vitale e del tutto incontrollabile, sviluppatasi a partire dal 2014, che recentemente sta vivendo un vero boom (si parla di 2 miliardi di dollari di raccolta nel 2017, con decine di nuove ICO ogni mese).

Al momento si tratta di un mondo che ha come protagonisti giovanissimi nerd o maghi del trading digitale, spesso molto gelosi del proprio anonimato (in Italia alcuni dei massimi esperti sono noti con pseudonimi, come Funny King e Il Crypto Dave). Tuttavia la diffusione delle ICO ha coinvolto anche alcune celebrity internazionali che hanno deciso di concedere il loro endorsement su questo tipo di strumenti “per iniziati”.

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Il 3 settembre scorso, Paris Hilton ha annunciato tramite Twitter il suo supporto alla ICO LydianCoin, suscitando immediatamente dibattito tra i crypto-enthusiast e non solo. La ICO Lydian vorrebbe essere una nuova forma di moneta digitale utilizzata per accedere a servizi avanzati di marketing e advertisement digitale, sviluppati sulla base dell’esperienza della Gravity4 Inc., una società high-tech specializzata nel data management.

Paris Hilton non è stata la prima celebrità a promuovere delle ICO. Il pugile Floyd Mayweather ha ad esempio sostenuto la piattaforma di predizione finanziaria Stox, insieme al calciatore Luis Suarez (la ICO ha raccolto 30 milioni di dollari in un solo giorno, lo scorso luglio) mentre il rapper americano The Game e Jess VerStegg (Miss Iowa 2014, poi imprenditrice) stanno sostenendo Paragon, una ICO che promette di creare una rivoluzione nell’industria della cannabis legalizzata (l’obiettivo è quello di raccogliere 200 milioni di dollari a partire dal 15 settembre).

Molti si sono chiesti l’utilità e il senso di operazioni di endorsement del genere. Per trovare una spiegazione bisogna probabilmente guardare alla peculiarità del mercato americano delle ICO: negli USA, infatti, l’entusiasmo è limitato da molte perplessità sull’affidabilità di tali strumenti e da alcune limitazioni legali. Il coinvolgimento di Paris Hilton e di altre celebrità potrebbe essere uno strumento per legittimare il sistema nel mercato di massa, creando un’immagine positiva così da attirare il grande pubblico, per il momento ancora diffidente verso queste forme non convenzionali di investimento.

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