Reportage MIDO: il licensing al tempo dell’integrazione

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“Strange Days”, potrebbe sintetizzare il sentiment dei licensed brands all’ultimo MIDO, salone di riferimento per l’eyewear mondiale.

Basta guardare le immagini nella nostra galleria (apriamo con la lista dei brand per ogni azienda di riferimento, eccetto Luxottica, non disponibile) per rendersi conto della concentrazione dei tanti brand in mano a pochi player. Non è un mistero che i grandi gruppi del lusso in un futuro neanche troppo remoto possano iniziare a controllare direttamente il business. Kering l’ha già fatto nel 2014, nominando Roberto Vedovotto CEO di Kering Eyewear, con l’obiettivo di portare a casa 9 degli 11 marchi attualmente distribuiti da 5 licenziatari diversi. Prima vittima eccellente Safilo, con la quale ha terminato la licenza Gucci nel 2016 con due anni di anticipo sulla scadenza naturale del contratto.

E’ in questo quadro che Philipp Plein presenta una delle (poche) novità di rilievo al MIDO: la linea eyewear prodotta e distribuita dalla maison, insieme a Billionaire, altro brand recentemente acquisito.

L’integrazione verticale è una necessità anche per l’industria degli occhiali, lo dimostra fortemente il leader Luxottica, che dopo anni di acquisizioni globali di catene distributive a valle, si allea con Essilor a monte. Qualsiasi azienda disponga di un marchio proprio in salute ( i marchi propri di Safilo pesavano un quarto del business totale nel 2015, con l’obiettivo di raggiungere il 50% nel 2020) concentra gli sforzi su di esso in modo mirato (vedi l’immagine dello stand Police-De Rigo nel reportage) e con special edition e co-branding, come insegna Italian Independent.

Quindi qual è il futuro del licensing nell’eyewear? Anche i brand sportivi, auto motive e lifestyle “di mezzo” sembrano essere decisamente sfruttati. Eccellenze locali o luxury di nicchia (vedi Linda Farrow) incrementeranno di sicuro la loro influenza, ma le attività di co-branding e l’innovazione sistematica di branding saranno perseguite dalle due parti, sia licenziatari che licenzianti, curator o brand che siano.

Interessante in questo senso è l’esempio di AVM 1959 (l’ex Allison), che inizia con una capsule Ally and Son x Mariano Di Vaio nel 2016 per finire con una licenza vera e propria. O il caso di Etnia Barcelona, il “quarto brand indipendente per vendite nel canale ottica Europeo”, che con l’omaggio dedicato a Basquiat innova confermando i valori di marca distintivi di colore e “art”.

Ecco la nostra galleria

About Paolo Lucci

Branding and licensing specialist, Brand Jam’s founder and heartful promoter.