Consumer engagement: arma anti-contraffazione

Mobile phone with tags

opsec_01

L’evoluzione costante della tecnologia mobile ha cambiato drasticamente il modo in cui i consumatori si relazionano con i brand. Non stupisce quindi come le tecniche di “consumer engagement” costituiscano un forte amplificatore delle vendite, aumentando notevolmente i ritorni e i profitti per cliente medio. Smartphone e  QR si trovano ormai ovunque, e la maggioranza dei nuovi consumatori sono ormai abituati al loro utilizzo, tanto che recenti studi dimostrano i che clienti che entrano in contatto diretto con i brand costituiscono un differenziale del 23% in termini di quota di spesa, fatturato, profittabilità e crescita relazionale, raffrontati alla media consumatori.

Ma la notizia interessante è che le attività di consumer engagement possono diventare agevolmente attività anti–contraffazione.

Il valore aggiunto del consumer engagement nei confronti dell’autenticazione del brand è enorme, soprattutto per quanto concerne i prodotti in licenza a livello globale. I marchi entertainment e sportivi ne sono un esempio lampante. Prendiamo ad esempio le attività di engagement verso i fan, premiati per le loro comunicazioni dirette con il brand: il cliente invia tramite il sito web il codice prodotto che trova sull’ologramma di autenticazione, ed in cambio ottiene punti fedeltà, che gli permettono di ricevere contenuti gratuiti. Informazioni, controllo autenticità e aggancio del target in un click.

Il licensor riesce quindi ad acquisire preziose informazioni sulle dinamiche di acquisto e di consumo dei propri clienti finali: cosa e dove acquistano, quanto sono soddisfatti o insoddisfatti, quali sono le loro preferenze, quali sono i competitor di riferimento, cosa acquisteranno in futuro… In sintesi: conoscono il target consumatori, e le motivazioni d’acquisto.

Il modo più efficace per generare consumer engagement e controllo anticontraffazione per un licensor è quello di utilizzare l’etichetta del prodotto come veicolo per programmi e concorsi tramite numeri seriali unici. Il cliente finale li utilizza per comunicare direttamente con il brand, che può controllare con il proprio database se il prodotto è stato acquistato dove avrebbe dovuto ed alle condizioni previste. Le informazioni raccolte da un codice unico permettono di “stanare” non solo le contraffazioni, ma anche ad esempio di identificare importazioni parallele, canali di vendita non autorizzati o royalties non riportate.

Le informazioni di marketing raccolte, ovviamente, permettono inoltre di focalizzare gli investimenti dove effettivamente possono avere il maggiore ritorno.

Una simile relazione con il cliente finale non ha praticamente prezzo. E vale la pena ricordare che, soprattutto nel caso di attività di licensing, sono tutte attività ampiamente finanziate dalle revenues generate sul brand.

About Branddy Spence

Director Corporate Communications at OpSec Security, Inc.