Ferrari: fashion di lusso e sfilata contro l’effetto merchandising

Nell’inconsueta cornice della linea produttiva Ferrari come passerella, la casa automobilistica di Maranello ha appena presentato al pubblico online la sua prima sfilata globale, in cui ha lanciato un’ardita collezione “fashion forward” di lusso, interamente disegnata e prodotta in autonomia, senza ricorso a licenziatari.

E’ un progetto strategico, per il quale Ferrari ha chiamato un professionista come Rocco Iannone, che si è fatto le ossa in Giorgio Armani ed è poi diventato direttore creativo di Pal Zileri. Il primo obiettivo della collaborazione con Iannone è questa linea di luxury fashion che comprende capispalla, abiti, ma anche calzature eleganti e sneaker, che sono in vendita da oggi sullo store Ferrari online, e nel rinnovato flagship store di Maranello. Ne seguiranno altre con cadenza annuale, inframmezzate da “drop” in edizioni limitata.

E’ una strategia coraggiosa, nel solco di quella revisione del progetto di licensing e merchandising del Cavallino Rampante, annunciata nel 2019 e che dovrebbe “sacrificare” il 50% dei contratti di licenza in essere e allontanare il marchio dal 30% delle categorie in licenza, con l’obiettivo di aumentare il percepito del brand e ridare fiato a quella “luxury experience”, opposta all’effetto merchandising da tifoso che danno di sé alcuni dei prodotti in licenza Ferrari.

Una strada simile, anche se basati su un progetto di licensing dalla diversa scala, è già stato tentato da Automobili Lamborghini, che qualche anno fa investì su una linea di abbigliamento creata direttamente e venduta tramite dealer e department store, per poi tornare al modello di licensing nel 2019 con la licenza a Swinger

Riuscirà questa avventura nella moda di lusso di Ferrari a rinnovare la “luxury experience”? Se lo chiedono i protagonisti del fashion e del licensing. Secondo Business of Fashion questa operazione potrebbe avere come rischio l’effetto contrario, per cui “anche un giubbotto a 3.000€ potrebbe essere interpretato come merchandising se paragonato al valore di una Ferrari, non inferiore ai 200.000€.”

Il tempo dirà chi ha ragione, nel frattempo possiamo vedere la sfilata e i capi presentati qui

About Paolo Lucci

Branding and licensing specialist, Brand Jam's founder and heartful promoter.