Lacoste: dove osano i coccodrilli

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Potere delle collaborazioni: uno dei loghi più riconoscibili del mondo si permette manipolazioni pericolose senza temere conseguenze negative, anzi creando buzz ed aumentando la sua popolarità.

E’ successo di nuovo a Lacoste, che ha appena lanciato la sua annuale Collector Edition, questa volta con il geniale fotografo e designer Jean Paul Goude, che non si è risparmiato. La sua personalissima versione del coccodrillo più famoso del mondo, applicata non solo alla polo ma anche ad accessori, ha fatto subito scalpore sul web, raccogliendo anche commenti non positivi – non da parte dei fanatici collezionisti a cui queste limited edition sono rivolte.

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Lo stravolgimento del logo non è una novità per Lacoste: nel 2014, per la stessa limited edition annuale, ha affidato il progetto a Peter Saville, il designer degli album più iconici dei New Order e dei Joy Division, che ha proposto soluzioni grafiche rarefatte e decostruite, molto distanti dal coccodrillo come lo conosciamo.

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Anche la più leggera collezione The Peanuts x Lacoste del 2015 presentava interessanti interazioni del coccodrillo con i personaggi di Shultz, frutto del lavoro di Hayato Kohama di Special Product Design Inc., come direzione creativa esterna.

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Insomma, se si ha il coraggio di rivoluzionare un’icona, affidandosi ovviamente a creativi esterni titolati a farlo, il buzz è assicurato, il brand si pone sotto una luce nuova, soprattutto nei confronti di target affluenti, a caccia di prodotti “remarkable”.

Chapeau!

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About Paolo Lucci

Branding and licensing specialist, Brand Jam's founder and heartful promoter.