Pochi band hanno il fascino, la riconoscibilità e il consenso di pubblico che ha il logo di Playboy.
La ragione di questo successo si può riassumere in tre elementi: è semplice, è immediato ed è trasversale sia per età che per genere. Il suo creatore, Art Paul, che è stato anche l’ art-director della rivista per 29 anni, ha dichiarato in un’intervista che quando ha disegnato quel logo, non si sarebbe mai immaginato che avrebbe avuto nel tempo un così grande successo. Hugh Hefner ha dichiarato di aver scelto il coniglio come simbolo, sia per il significato sessuale, ma anche perché lo trovava un animale timido, vivace e sexy, mentre il papillon voleva indicare che Payboy non era solo una “rivista di nudo”, ma che aveva anche dei contenuti che la rendevano una rivista professionale e di classe, rivolta ad un gentiluomo moderno.

Questo logo incarna perfettamente il prestigio e la sensualità che Playboy voleva trasmettere. Ciò che è davvero interessante però, è come questo logo sia diventato un simbolo femminile. Infatti oggi sul mercato, ci sono molti più prodotti, in licenza o di merchandising, rivolti alle donne piuttosto che agli uomini. Potrebbe sembrare un po’ strano se si pensa alle Playmate come a dei meri oggetti del desiderio, riduttivo, mortificante o addirittura, per i più estremi, sessista. Ma è esattamente questo il punto, in molti non lo percepiscono così.

Questa settimana due nuove collaborazioni di Playboy ci aiuteranno a capire questo fenomeno.

La prima collaborazione è con il marchio di lingerie britannico Coco de Mer, di cui abbiamo già avuto modo di parlare in occasione della collaborazione con il V&A museum.
Lucy Litwack, CEO di Coco de Mer, ha commentato la decisione spiegando che lo scorso anno, durante la collaborazione con Pamela Anderson, l’attrice ed ex-Playmate, aveva raccontato loro di come Playboy fosse stata la sua università e contrariamente a quanto si pensa, di come tutti trattino le ragazze come fossero regine e di come sia un ambiente di lavoro molto sicuro. Queste dichiarazioni della Anderson hanno molto colpito la Litwack che infatti, ha poi deciso di collaborare con Playboy, ritenendo che i due brand condividessero l’intento comune di promuovere la figura della donna creando un’immagine forte ma al tempo stesso, più giocosa e glamour.

La collezione, che mira ad essere più commerciale della linea principale di Coco de Mer e che ha come target una consumatrice diversa, comprende diversi capi di biancheria intima e da notte. Alcuni di essi sono caratterizzati da labbra rosse e cuori ricamati. Altri sono impreziositi da pom-poms che richiamano le code delle conigliette.
Lucy Litwack ha dichiarato che per questa capsule ha tratto ispirazione dall’ampio archivio di Playboy e dal look da pin-up degli anni Cinquanta.

La seconda collaborazione uscita questa settimana, è con il brand di Los Angeles The Hundreds. Se l’intimo ha una stretta relazione con Playboy, questa collezione lifestyle è l’esempio perfetto della vasta gamma di valori che Playboy incarna.

The Hundreds X Playboy è una celebrazione dell’iconico logo di Playboy, stavolto per sembrare una mano che solleva le dita in segno di pace. L’intento di The Hundreds con questa capsule è infatti quello di evidenziare la mission etica della rivista con una collezione che ha come tema la pace. Questa limited edition vuole ricordare l’eredità di Playboy come brand iconico, in prima linea nella rivoluzione sessuale che sfidava direttamente il conservatorismo degli anni ’50 e che ha contribuito a trasformare la cultura americana.
La collezione comprende una vasta gamma di T-shirt e felpe unisex, un cappello e un telo mare in diversi colori pastello.