Pornhub socks: dal porno al lifestyle

Pornhub, il terzo sito per adulti per popolarità e il più grande portale di contenuti pornografici su web, è diventato anche un lifestyle brand.

Grazie al suo team di PR e ad intelligenti mosse pubblicitarie, come il Bree Olson Boob Bus , Pornhub è riuscito ad attirare l’attenzione dei media. Grazie alla copertura mediatica di influenti, e rispettabili magazine con milioni di lettori, Pornhub ha ottenuto un’incedibile visibilità, rendendo il brand immediatamente riconoscibile anche da coloro che non sono esattamente “fan” del genere.

Le trovate pubblicitarie di Pornhub sono diventate via via sempre più creative, continuando ad evitare la volgarità fine se stessa. Questo ha conferito al brand un alone di rispettabilità, leggerezza e divertimento che gli ha permesso di uscire dal mondo “privato” dell’hard.

Nel 2015 il sito ha iniziato ad instaurare le sue prime relazioni con il mono della moda, prima lanciando la sua linea di abbigliamento, Pornhub Apparel, e poi stringendo delle partnership con brand di spicco come Blackfist e Diesel, ospitando sul suo portale le loro campagne pubblicitarie.

Lo scorso anno Pornhub ha fatto un altro passo in vanti grazie alla capsule collection di streetwear in collaborazione con Richardson magazine e con il bomber in limited edition di Moose Knuckles. Non solo, per il periodo natalizio hanno aperto due pop-up store, uno a New York e uno a Milano vicino a Corso Como.

Ora, il sito di intrattenimento per adulti ha lanciato una linea di calze con i volti di famose pornostar. Il lancio della collezione è stato accompagnato da video promozionale su YouTube (per chi fosse curioso questo è il link ) che gioca con i classici spot pubblicitari a tema sportivo di brand del calibro di Nike e adidas.
Il tutto supportato da un divertente slogan che recita più o meno così:”strumento professionale per i tuoi piedi e le tue mani” ed accompagnato dall’hashtag #beatyourself per i social media. La collezione è disponibile su pornhubapparel.com.

Anche se questo non è il primo caso del genere, come Hugh Hefner ha dimostrato al mondo con Playboy già negli anni ’60, è interessante vedere come un brand, che di fatto è sinonimo di pornografia, possa guadagnarsi un certo grado di rispettabilità grazie a un sapiente mix di strategie di comunicazione e alla giusta dose di umorismo.