Star Wars merchandising: la linea sottile tra geek e grottesco

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Premessa doverosa è che noi di Brand Jam siamo grandi sostenitori della parodia di Mel Brooks in “Balle Spaziali”, quando presenta in veste di “Yogurt” l’irresistibile merchandising Spaceballs.

Posizioni personali a parte, è innegabile che Star Wars sia stato il precursore e l’amplificatore, fin dalla sua nascita negli anni 70, del modello di licensing entertainment che conosciamo oggi.

E’ altrettanto evidente che Star Wars dispone di una categoria di fan che – numericamente e qualitativamente- non ha pari. Una fan-base non catalogabile, con profili e atteggiamenti, per semplificare, molto concentrati nel quadrante tra “fanatico” e “nerd”, con cui è estremamente difficile stabilire cosa sia “cool” e cosa sia “geek”, in poche parole cosa sia fico e cosa sia grottesco.

E’ per rispetto a questa (nutrita) categoria di fan che forse dobbiamo riconsiderare alcuni prodotti di licensing, alcuni dei quali raccolti nella photo gallery qui sotto, che verrebbero bollati come “semplicemente ridicoli” per qualsiasi altra franchise.

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La nostra gallery è molto sintetica rispetto a tutto ciò che si trova sul web, e probabilmente sbilanciata verso il “semplicemente ridicolo”, ma a onor del vero è originata da una discussione interna su quanto sia cool e quanto sia un “enorme boiata” un gadget come Sphero BB 8.

Quanto sono cool gli stivali di Darth Vader di Irregular Choice? Il tagliere di Millennium Falcon è ridicolo o è un gadget smart?

E’ più kitsch il nastro adesivo o il grembiule da cucina C1 P8 – R2D2?

Sono domande inutili: il fenomeno Star Wars si nutre anche (soprattutto?) della mancanza di senso della realtà, e sconfinare nel grottesco fa parte del gioco

Qualsiasi commento è il benvenuto.

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About Paolo Lucci

Branding and licensing specialist, Brand Jam's founder and heartful promoter.