Stella Mc Cartney propone un passo avanti nella moda circolare. Il brand ha stretto una collaborazione con Veuve Clicquot che incarna i valori condivisi da entrambi i marchi e l’impegno a lungo termine per la sostenibilità e la circolarità, creando un materiale alternativo alla pelle derivato dagli scarti della lavorazione del vino.

I due marchi, entrambi parte del Gruppo LVMH, hanno collaborato con l’obiettivo di limitare l’impatto ambientale della produzione di pelle, creando Vegea.

Vegea è un materiale simile alla pelle, composto per l’80% da materie prime vegetali, rinnovabili e riciclate. Tutti i raspi d’uva utilizzati sono coltivati in modo rigenerativo da Veuve Clicquot nel vigneto storico, e la lavorazione è priva di solventi, metalli e sostanze tossiche.

Stella Mc Cartney, una delle prime ambasciatrici della sostenibilità, ci tiene a ricordare che l’impatto ambientale relativo alla pelle è incredibilmente elevato; l’agricoltura animale contribuisce, secondo le stime, all’11-17% delle emissioni mondiali di gas serra, di cui il 65% proviene dai bovini.

Gli scarti della lavorazione di Veuve Clicquot sono qui combinati con oli vegetali e fibre naturali, che consentono a VEGEA di ridurre del 40% l’impatto sul riscaldamento globale e del 50% l’utilizzo di acqua rispetto alle alternative alla pelle basate sui combustibili fossili.

Utilizzando questo materiale innovativo, rigenerativo e circolare, Stella McCartney ha realizzato sei accessori, una capsule di prodotti che comprende tre borse Frayme, un portabottiglie Veuve Clicquot Yellow Label e due varianti dei sandali Elyse, caratterizzati da una zeppa realizzata con sughero riciclato, sempre raccolto dalle cantine di Veuve Clicquot a Reims.