Whisky e Rock ‘n’ Roll

Pogues Whiskey

Forse avrete già sentito parlare dello Shiraz australiano AC/DC e della birra Kiss Destroyer, ma questi non sono certo gli unici casi di commistione tra musica e bevande, più o meno alcoliche. La settimana scorsa infatti, ha fatto il suo ingresso sul mercato un nuovo prodotto decisamente particolare.

Si tratta dell’ Irish Whisky Pogues, un blend 50% malto, 50% cereali con note di agrumi, una dolcezza persistente e sfumature di noce moscata che, secondo la West Cork Distillery, sono la forza di questo progetto.
Del resto, poche altre band oltre ai The Pogues possono vantare una relazione così stretta con le bevute in buona compagnia. Prova lo è il fatto che le icone del pub-folk-punk irlandesi hanno nel loro repertorio, canzoni dai titoli evocativi come “Streams of Whiskey” e “Whiskey, You’re the Devil” e il loro pezzo più famoso “Fairytale of New York”, è quello che più si avvicina al canto di Natale di un alcolista.
The Pogues Whiskey è stato sviluppato per soddisfare i notoriamente elevati standard della band e sta già ricevendo grande attenzione a livello internazionale.

Inoltre, la bassa propensione della band al merchandising unita con la loro immagine, decisamente di nicchia, rendono questo prodotto ancora più interessante, molto più di alcune delle ultime, pretenziose, bevande  “rock” che sono arrivate sul mercato.

Prodotti come Rolling Stones Forty Licks Merlot prodotto dall’azienda vinicola Californiana Wines That Rock forse avranno lo scopo di stupire, ma è difficile comprendere quale sia il valore aggiunto del prodotto, oltre la novità, o fuggire l’idea che la band abbia un pubblico davvero “d’annata”.

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Allo stesso modo, il barilotto (in cartone) da 3 litri  del vino “Sacrifice” dei Motörhead è sicuramente divertente, ma la “Bastards Lager”, la loro birra tedesca, ha molta più attinenza con l’indole della band.

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Poi ci sono idee che semplicemente non sono commentabili…

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Ma ovviamente si tratta di business, con un valore superiore a quello della semplice novità. L’anno scorso, la rivista di settore The Drinks Business he riportato che il birrificio britannico Robinsons ha venduto 3,5 milioni di pinte della Trooper Ale degli Iron Maiden nel primo hanno dal suo lancio.

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Il fatto che si tratti i prodotti “consumabili” che prevedono un acquisto ripetuto nel tempo e con un’elevata soglia di fedeltà da parte dei consumatori, rendono questo business particolarmente attraente per gli artisti anche nel caso si tratti di prodotti di nicchia o con una diffusione piuttosto localizzata.

Artisti come Sting e Maynard James Keenan dei Tool hanno fatto un ulteriore passo in avanti, creando i propri vigneti che gestiscono in parallelo con le loro carriere musicali. Mick Hucknall ha invece fondato nel lontano 2001 l’etichetta “Il Cantante”, con il vitivinicoltore italiano Salvo Foti.

Il Cantante

Abbiamo raccolto per voi in una mini galleria una selezione di bevande d’ispirazione musicale con un particolare retrogusto di…branding

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About Gavin Brown

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