L’avvento di Co-Brandz, evento di riferimento nel branding francese che si terrà a Parigi il 4 e 5 aprile, è una vera e propria celebrazione quest’anno. Il concept nasce infatti nel 2004, e per noi è un piacere unirci alla sua fondatrice Nathalie Chouraqui e a tutta la comunità francese di licensing in questa celebrazione: siamo stati partner nel portare il suo modello di business e lo stesso evento in Italia nel 2007, per cui ecco quattro domande, che vogliono riassumere questi primi 20 anni sul mercato.

1. Co Brandz compie vent’anni. Nathalie, come ci si sente ad avere un figlio ventenne?

Mi sento molto orgogliosa, perché quando ho presentato Cobrandz (all’epoca si chiamava Kazachok Forum) all’industria nel 2004, non è stato affatto facile per i licensor e IP owner accettare l’idea che sarebbero diventati “espositori” per ricevere “visitatori”. Abbiamo dovuto convincerli che il marketing e la comunicazione sono un approccio commerciale necessario. Abbiamo dovuto ribaltare la necessità di presentare le proprie novità in un periodo in cui la cultura della segretezza nel licensing era la regola in Francia. In ogni caso, a distanza di 20 anni, i primi 7 espositori sono tuttora presenti e, con poche eccezioni, tutti i nostri partner sono fedeli a questo evento, il che dimostra che è utile e ha la sua “raison d’etre”. Inoltre, i visitatori amano la speciale atmosfera mista di relax e business che siamo riusciti a mantenere, indipendentemente dalla situazione del mercato.

2. Credo che l’evoluzione dell’evento rifletta quella del business francese del licensing. Secondo la tua esperienza, quali sono state le tappe fondamentali in questi anni?

Abbiamo assistito a una serie di rivoluzioni, non ultima la diversificazione dei modelli di business, che ha portato a una gamma più ampia di “consumatori di licensing”. Gli operatori sono cambiati radicalmente e anche i modelli di business si sono diversificati, dal gruppo globale multi property alle “capsule license”, dalle licenze per bambini in età prescolare agli adulti. Lo sviluppo di attività promozionali, il mondo dei manga e l’integrazione di collaborazioni con marchi sportivi o artisti, hanno ampliato notevolmente la portata del licensing. Sebbene l’obiettivo sia ancora ingaggiare la massa, le “collaborations” hanno spostato il focus verso una qualità superiore, con un’enfasi sul design meticoloso e sui messaggi significativi; un cambiamento verso un approccio più ponderato e sostenibile. Abbiamo anche assistito alla crescita di capsule e collaborazioni di breve termine, o di co-branding, una collaborazione più stretta tra diversi marchi. Tutti i livelli della distribuzione vengono ora affrontati, dal discount al lusso.

La crescita degli operatori del retail, sia fisici che digitali, ha aperto nuove opportunità con un accesso diretto al consumatore. Il potere dei rivenditori e degli operatori puri ci permette di lavorare sulla visibilità e sulla promozione dei prodotti in licenza. Queste nuove competenze hanno permesso ai produttori di diventare produttori di contenuti e di licenze proprie (ad esempio Lego, Spin Master).
L’industria di licensing ha subito una profonda trasformazione negli ultimi due decenni, passando da un approccio meno strategico a una strategia più globale, mirata e sostenibile, integrando al contempo pratiche etiche e sfruttando i vantaggi del retail per raggiungere i consumatori in modo ampio e diretto.

3. Le collaborazioni e le attivazioni in licenza co-branded sono ormai mainstream. Qual è il tuo punto di vista, e come Co-Brandz riflette questa tendenza?

Il co-branding e le collaborazioni sono passate da hype alla normalità. I consumatori sono sempre più divisi in nicchie e le licenze vengono associate a marchi di design altamente specializzati, per i quali la consapevolezza del marchio non è più l’unico fattore, ma l’associazione con valori che coinvolgono il marchio con le aspettative di questi nuovi follower. Ciò è particolarmente vero per gli accessori di moda, il beauty e il tessile.

4. Ultima domanda. Qual è la tua opinione sul futuro del mercato delle licenze, in Francia e in generale? Dove pensi si stia dirigendo?

Ho notato che il mercato si sta evolvendo e continua a crescere, sperimentando nuovi approcci per adattarsi all’epoca attuale. In particolare, si prevede la digitalizzazione e l’ibridazione dei modelli, con una moltiplicazione degli attori a tutti i livelli, compreso un aumento del mercato delle licenze di giocattoli. La crescita di esperienze reali, come pop-up e corner, esprime il desiderio di combinare il digitale con le esperienze tangibili. Allo stesso modo, l’espansione del mercato delle licenze-esperienze con parchi a tema in licenza ed esperienze a tema, è una tendenza destinata a continuare nei prossimi anni.

In tutto il mondo, l’aumento dei prodotti di seconda mano dovrà essere preso in considerazione nella gestione delle collezioni, così come un impegno “CSR” da parte di produttori e marchi, potenzialmente influenzato dagli IP owner. Sta emergendo una tendenza verso prodotti in licenza più rispettosi dell’ambiente, con una distribuzione maggiormente orientata al direct-to-consumer (DTC) grazie alla tecnologia digitale.